Quanto è importante avere un obiettivo?



Bella domanda dal momento che ho imparato per esperienza che la maggior parte delle persone non ne ha un vero e fa fatica a crearselo. Sarà merito del mio segno d’aria, sono un gemelli, il fatto che io sia sempre stato una persona curiosa, piuttosto creativa, con tanti amici e tanti interessi? E magari è merito e colpa dei famosi gemelli se sono sempre stato in movimento, animato da un irrefrenabile desiderio di essere libero come l’aria?Castore mi tirava di qua e Polluce mi chiamava di la. Entrambi in modo sempre molto convincente.

E così la mia vita è andata avanti per anni, stimolante e piena di cose da fare ma senza una traccia precisa. Una bella barchetta in mezzo all’ Oceano con tante idee de ideali come accessori masenza una meta verso la quale dirigermi.

Succede però che un giorno mi trovo ad una seduta di riflessologia plantare e mentre sono sul lettino Elena mi spara una domanda che in quel momento mi destabilizza come un destro in piena fronte:  ” Ma tu ce l’hai un obiettivo”? Risposta “Certo ho tanti obiettivi”…” Ah, ne hai tanti?…e quali sono? Vogliamo metterli nero su bianco e parlarne?

Paffffff…tramortito e incapace di reagire. Ricordo i lunghi minuti di silenzio. Ricordo i miei piedi nudi, le pareti in sasso, le lampade e il profumo di incenso di quella stanza. Ricordo gli occhi di Elena che mi scrutavano in silenzio. Era tutto li, immobile, nell’ attesa inutile di una mia risposta. Non potevo rispondere, ero troppo intento ad inseguire tutte le cose che, velocemente passavano nella mia mente.

Ok, dovevo ammetterlo: non avevo nessun obiettivo.

Ero convinto di stare bene così, avevo tante cose che mi appassionavano e volevo fare. Quali di queste avrei dovuto mettere nero su bianco? E delle altre cosa ne avrei fatto? Le avrei dovute eliminare dalla mia vita? Avrei dovuto quindi seguire una strada sola? E sare i diventato poi una persona monotematica? E poi mettere un obiettivo scritto su un foglio voleva dire prendere un impegno con se stessi e raggiungerlo? E se non ce l’avessi fatta a raggiungerlo mi sarei privato di tante cose per vivere un fallimento?

E siccome spesso preferiamo rimanere in una situazione di disagio piuttosto che cambiare,ricordo la mia decisione : 
“NO, io nero su bianco il mio obiettivo non lo scrivo: sto bene così“.

Alle sedute successive Elena mi chiedeva “hai il foglio con l’obiettivo” e io rispondevo “No, no l’ho scritto”.E così, con un certo imbarazzo, sono scivolate via le prime sedute fino a quando ho preso una drastica decisione “...non torno più così smette di chiedermelo”

In realtà, ed è fin troppo evidente, più che da Elena volevo scappare dalla realtà e dal dovere fare i conti con me stesso.

Poi, visto che quando l’allievo è pronto il maestro appare, alla quarta seduta Elena ha pescato il jolly.

“Ma c’è una cosa che più di ogni altra vorresti fare?”…”e se si:  come conti di farla?”

Credo siano state queste domande a farmi scattare una molla dentro e a farmi capire che ero pronto e non volevo più scappare da me stesso. Fatto sta che la volta successiva sono tornato con il mio foglio scritto. “Voglio aiutare le persone ad ottenere e vivere quello che desiderano. Il primo passo che farò è scegliere e frequentare la migliore scuola che mi possa aiutare in questo “.

C’ero riuscito!

Lo avevo messo nero su bianco, e mi sentivo sereno e sollevato come non mai.Ho iniziato a lavorare con entusiasmo per quell’obiettivo, ho scelto la scuola che ritenevo migliore per diventare un buon coach, mi sono fissato le date delle varie tappe intermedie ed è iniziato il mio percorso.

Da quel momento la mia vita è cambiata.Finalmente, dopo oltre 45 anni, avevo ben chiaro cosa volevo e i passi da compiere per ottenerlo. Questo mi ha dato consapevolezza, tranquillità e forza.

Imprevisti?

Siccome come diceva Anthony De Mello “La vita è quella cosa che ti accade mentre sei impegnato a far progetti”, imprevisti ne sono successi e hanno rallentato leggermente il mio percorso costringendomi solo a qualche attracco in più rispetto al previsto, arricchendo ulteriormente la mia vita, senza mai farmi cambiare rotta.
Ho solo appiccicato sul mio diario di bordo un post con una massima presa in prestito da Giorgio FalettI:

“L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l'importante è quello che provi mentre stai correndo.

Perchè ho scritto questo? Per condividere con te l’esperienza che ha dato una svolta alla mia vita. Perchè spero possa essere la tua esperienza. Perchè, se lo desideri, potrei essere io ad aiutarti in modo concreto magari anche solo mettendo in te il seme del cambiamento. Se ti va di scrivermi, anche solo per un consiglio, lo vivrò come un atto di fiducia e sarò ben felice di risponderti.



2-7
2015

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