Il tuo sogno qual'è?



Perché fingere di meravigliarci di tutto quello che succede intorno a noi, della mancanza di senso civico, dello scarso interesse delle persone per il bene pubblico e per il prossimo?
Perché arrabbiarci per il basso profilo dei politici e della politica in generale quando, di fatto, stutte queste cose, sono la sintesi della nostra società e la caricatura dei nostri vizi, del nostro egoismo e del nostro lato più opportunista e meschino, più che delle nostre virtù?
Siamo davvero sicuri che, se fossimo al loro posto, ci comporteremmo in modo più virtuoso e responsabile?
Se non lo siamo, quindi, perché fare gli ipocriti?


Di tanto in tanto fingiamo di turbarci e puntiamo il dito verso la pagliuzza nell’occhio del vicino, tentiamo di chiamarci fuori da un certo modus operandi ma poi lo ritraiamo in silenzio perché, nella maggior parte dei casi, ci rendiamo conto di esservi, poco o tanto, coinvolti  a pieno titolo e tutto torna ad apparirci perfettamente come prima: normale.
In fondo è proprio questo il guaio: siamo riusciti a trasformare in normalità situazioni che proprio normali non sono.


Quando le persone iniziano a convincersi che è nomale essere incoerenti, barare ed è più facile e veloce trasformarsi da viaggiatori ed esploratori a questuanti del mondo, la cosa si fa preoccupante.
Quando si è pronti a percorrerne qualsiasi strada, magari quelle della politica, pur di raccogliere qualche briciola caduta a terra dalla cena del potente di turno aspettando a quattro zampe di prenderne il suo posto a tavola, al grido “adesso tocca a noi“, qualcosa di molto grave nel dna della nostra società è successo.
Questo urlo di battaglia andrebbe anche bene, è ciò che sta sott’inteso dietro un asterisco quasi invisibile che non lo è e preoccupa.
Quando cadono certi freni inibitori e non siamo più in grado di renderci conto del danno che il nostro egoismo può creare alla collettività, ci siamo trasformati nella brutta copia di noi stessi e il nostro passaggio è destinato a lasciare qualche maceria e un mondo peggiore.


Il mio sogno è quello che i soggetti che hanno un ruolo fondamentale nel mondo in cui viviamo, come la scuola, la politica e l’informazione (che spesso alla politica è collegata o da essa è finanziata)
inizino veramente, una volta per tutte, a scegliere con cura i semi da gettare nella nostra società.
Mi piacerebbe, magari, vedere un partito che anziché insegnare alle persone a fare banchetti o comparsate per sostenere un verbo spesso insostenibile, e quindi per interessi di bottega, le aiutasse a riscoprire valori, ideali, potenzialità, risvegliando in loro  una forte e sincera passione per il bene comune.
Mi piacerebbe vedere un movimento in grado di investire energia per invertire una tendenza, portando le persone a capire e convincersi che corretto, onesto e altruista è figo e non fesso.
Una corrente di pensiero in grado di far nascere, nelle persone stesse, il desiderio di togliere i picchetti dal loro piccolo orto per coltivare un campo molto più grande, con tante altre persone, con la stessa passione e il desiderio di creare frutti più buoni.
Un’onda che le spinga a condividere un sogno comune e mettersi in gioco per una causa senza altri fini che darsi per un mondo migliore nel quale tutti siano vincitori e fidandosi del fatto che da li verrà la ricompensa migliore.

Del resto diceva Carl Sandburg, anticipando, in un certo senso, la filosofia della fisica quantistica, “nulla accade prima di un sogno“.


Questa corrente però non l’avverto ancora ancora. Non dico che da qualche parte qualche spiffero non arrivi ma è ancora troppo debole perché troppo attenuato da interessi di parte e altre umane debolezze.
Questo impedisce che si formi un vento forte in grado di trasportare.

Insegniamo ai nostri figli ad arrivare e occupare poltrone, a costo di giocare sporco, ma quasi mai a sognare, ad avere una visione, a esprimere nobiltà d’animo, a lavorare per un mondo migliore e ad essere, di conseguenza, persone migliori.
Succede così che tutto ci sembri normale. Ci adagiamo, diventiamo apatici, abbiamo poca voglia di partecipare, di andare a votare, perché ci convinciamo che, in fondo, non serve a nulla.
Tanto è così, niente cambia e poi, casomai, tocca a qualcun altro cambiare lo stato delle cose.
Non riusciamo più a sognare e nessuno ce lo insegna. Non riusciamo ad avere un nostro concetto del mondo in grado di emozionarci e per cui spenderci.
Ci adattiamo e percorriamo stancamente il nostro sentiero superaffollato di persone affette da apatia spesso contagiosa e ci convinciamo, erroneamente, che un altro sentiero non esiste e non vale, quindi, nemmeno la pena cercarlo.


In fondo se lo facessimo e scoprissimo che esiste, cosa potremmo anche scoprire?
Magari di ritrovarci tra tante persone come noi con una testa e un cuore e di aver sprecato tanto tempo inutilmente?


E tu ce l’hai la tua idea di mondo migliore? La vuoi condividere con me? Sarò felice di leggere il tuo messaggio.


Gabriele Trabucchi

 

Lo faresti un viaggio con me?

Leggi il mio libro:

Viaggio a Youcando, il Covo del Possibile

Tu, la tua creatività, i tuoi talenti, la tua energia, farete grandi cose insieme

 

P.S. : Alla fine di questo nostro viaggio potresti non essere più la stessa persona: avvisa casa :-)

 

 

 



11-7
2017

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