A chi hai lasciato le tue chiavi?



Ci affanniamo a rincorrere le persone che, secondo noi, contano con la speranza che ci aiutino a risolvere i nostri problemi.

Sgomitiamo per attirare la loro attenzione, per farci un selfie con loro con l’illusione di poterci sentirci parte del loro mondo. LI assecondiamo con la speranza di essere ammessi alla loro mensa, di raccogliere un po’ delle loro briciole, di beneficiare di un po’ del loro successo.

Ci piacciono un sacco, faremmo tutto per loro, peccato siano impegnati buona parte del loro tempo a rincorrere qualcuno che conta più di loro con la speranza di farsi un selfie con loro ed essere invitati alla loro mensa, per gratificare il loro ego.

Succede sempre più spesso da quando è tornata prepotentemente la moda degli uomini soli al comando.

Sempre più pseudo leader, abili nel palleggio, si mettono in mostra perché li notiamo e accettiamo di giocare con loro
ma subito dopo pretendono di fare il presidente, l’allenatore, il regista, l’attaccante e di andare da soli sotto la curva ad esultare.

Se sei figlio dello sponsor o porti il pallone e hai i piedi buoni allora puoi sperare di giocare in mezzo al campo, altrimenti devi accontentarti di sederti in panchina, accomodarti in tribuna o lavare le maglie e pulire gli spogliatoi: sempre ringraziando ovviamente.

Nella nostra apatia e visione spesso lmitata, non avendo nessuna filosofia di gioco, glielo concediamo e li induciamo a servirsi della nostra disponibilità per alimentare il loro ego ,assecondare la loro ambizione e salire qualche gradino in più verso il loro successo.
Diamo a queste persone le redini del gioco e le chiavi del campo, sperando ci facciano vincere la partita e ci portino al successo, scegliendo o accettando di non partecipare nemmeno.

Il nostro successo riusciamo a raggiungerlo tuttavia solo quando decidiamo di essere noi stessi, tagliare i fili e decidere di partecipare attivamente mettendo in campo tutto il nostro talento
per lasciare una nostra impronta e tracciare una strada.

Diversamente saremo sempre “gli uomini di qualcuno“ e condizioneremo la nostra vita agli umori di quel qualcuno, consegnandogli le chiavi del nostro futuro e della nostra vita.

Sta a noi quindi decidere se vogliamo essere la  conseguenza delle circostanze o vogliamo esserne la causa. Se desideriamo essere leader della corsa o semplicemente dei gregari che danno tutto e spesso non arrivano sotto lo striscione del traguardo perché a metà corsa hanno esaurito il loro compito e le loro motivazioni e si fermano in una stradina secondaria.

Sappi che da questa decisione dipenderà buona parte delle tue possibilità di ottenere quello che desideri nella vita e la tua felicità. 

 

Gabriele Trabucchi



6-6
2016

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